(di Anna Maria Comito*)
È questa la principale istanza dell’Associazione Co.Fa.As. “Clelia” (Coordinamento Familiari Assistenti “Clelia”), componente della Confederazione delle Organizzazione di Famiglie con Persone Disabili dell’Unione Europea (COFACE), la cui presidente Anna Maria Comito spiega perché ciò «permetterebbe di migliorare la qualità di vita della persona aiutata e di preservare quella di tutta la famiglia, di tutelare la salute fisica e psichica dei familiari assistenti, di mantenere i legami familiari normali tra genitori e figli e all’interno della coppia, di prevenire l’impoverimento economico e l’isolamento, di favorire la conciliazione “vita familiare/vita professionale” e di salvaguardare i diritti di ognuno dei suoi membri». Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo
Tags: assistenza personale
Download in formato pdf
